mercoledì 25 novembre 2009

Il mio venerdì 17.

Giornata pessima.
Non avevo studiato e fatto NULLA per oggi, così ieri alle undici e mezza decido di mettere la sveglia alle cinque per fare qualcosa la mattina.
Mi sveglio: erano le sei e mezza. Ottimo, la sveglia era andata a puttane.
Faccio in qualche modo il riassunto di geografia con un mal di testa fortissimo e un occhio gonfio che non riesco ancora a spiegarmi. Alle sette scendo, bevo il caffè latte, spreco una tachipirina perchè non riuscivo ad ingoiarla mentre con il secondo tentativo ce la faccio: naturalmente a stomaco vuoto.
Salgo in macchina con mia mamma e le dico che passavamo a prendere una mia amica, tanto eravamo di strada, ma lei, scazzata per il ritardo che le stavo facendo fare, va dritta e non passa dalla mia amica. Le mando un messaggio di scuse, non capivo perchè avesse reagito così, e lei arriva a scuola alle otto e mezza, essendo venuta a piedi.
Prima ora: verifica teorica di geometria. Qualcosa ho scritto dai, non credo sia andata così male, ma per colpa della tachipirina a stomaco vuoto ho trattenuto per tutti i cinquanta minuti la nausea scrivendo definizioni sui parallelogrammi. Alla terza ora sono interrogata in geografia e non avevo aperto libro: sei e mezzo (sì, ragionamenti, cultura personale e una prof troppo buona).
Tornata da scuola mangio qualcosa, scarico della musica e mi metto a letto. Mi sveglio alle cinque e mezza, rendendomi conto che mia sorella e mia nonna non erano ancora a casa. Mi metto a studiare latino per la verifica di teoria di domani e poi guardo i Simpsons. Ora devo scrivere un copione teatrale e studiare storia.
Voglio andare a lavorare.

Lendi C.

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